Di cosa parliamo quando parliamo di cancro

Di cosa parliamo quando parliamo di cancro

"E se invece non fosse maligno e nemmeno cattivo? Non dal punto di vista della diagnosi ma della semantica." Con questa domanda gli autori esordiscono, chiedendosi per quali ragioni il cancro abbia assunto, nell'immaginario e nel modo di raccontarlo, il carattere di un "essere" dotato di autonoma, e malvagia, volontà. Recenti sviluppi e più moderni approcci clinici suggeriscono una possibile strategia di "cronicizzazione" del cancro. E da qui che bisogna ripartire. Se potrà essere così, allora assume nuova rilevanza anche il modo di "parlare" della malattia, perché risulta evidente che la prospettiva di una convivenza con il cancro porta a raccontarlo più come un ospite indesiderato, di cui avremmo fatto volentieri a meno, che come un killer spietato che si è introdotto in maniera tanto subdola quanto fatale. Cambiare narrazione non è un diversivo ma può essere utile, così da abituarci al momento in cui la sua ingombrante presenza potrà comunque essere contenuta tra le mura della nostra esistenza.
Al momento non disponibile, ordinabile in 3 settimane circa

Dettagli Libro

Libri che ti potrebbero interessare

Máscara de belleza
Máscara de belleza

Helguera Patricia de la
Triangulo de las Bermudas
Triangulo de las Bermudas

Toledano M. José
Test your literature
Test your literature

Kenneth Brodey
Rinconete y Cortadillo
Rinconete y Cortadillo

Miguel de, Cervantes
Cuentos
Cuentos

Leopoldo Alas
Wessex tales
Wessex tales

Hardy Thomas