Libero nella città dei Papi

Libero nella città dei Papi

Nell’estate del 1666 un giovane contadino orfano di nome Libero, parte da Fermo per Roma, capitale dello Stato Ecclesiastico. Rapinato dai briganti, scopre che suo padre aveva partecipato a una rivolta e che stampava libri. Arrivato a Roma, timoroso dell’Inquisizione, decide di cambiare nome da Libero a Liborio. Impiegato come manovale nelle grandi fabbriche architettoniche barocche, assiste alla successione di vari papi, impara a leggere e scrivere, conosce il sesso con la cortigiana Martina, ma sogna di lavorare un giorno nel mondo dei libri e di sposare Venerina, un’orfanella del Santo Spirito. Purtroppo le sue illusioni si scontrano con le gerarchie di status e di genere: incontra ingiustizie e tragedie, viene sospettato di omicidio ed è costretto a rifugiarsi a Fermo al servizio della famiglia dei conti Adami. Dopo vent’anni è di nuovo a Roma, dove si accentua la repressione di tutto ciò che contrasta l’ortodossia cattolica. Lì ritrova casualmente Martina, e quando lei viene assalita da un suo vecchio persecutore… Filo conduttore della vicenda è la formazione dell’umile protagonista, e l’aspirazione alla libertà di espressione spesso mortificata. Cardinali, nobili e grandi artisti si muovono sullo sfondo del racconto, mentre in primo piano si agitano le vicende e le emozioni del popolo semplice della Città eterna. Sul finire di quel secolo, si scorgono i barlumi di un nuovo mondo. Solo barlumi, non ancora i Lumi del ’700.Proposto da Rosa Maria Grillo al Premio Strega 2026 con la seguente motivazione: «Ambientato nella seconda metà del ‘600 tra le Marche e Roma, in questo romanzo si narra la storia di Libero, giovane contadino orfano, che arriva, dopo una serie di avventure e incontri, nella capitale dello Stato Ecclesiastico e, timoroso dell’Inquisizione, decide di cambiare il suo nome in Liborio. Impiegato come manovale nelle grandi fabbriche barocche, assiste alla successione di vari papi, impara a leggere e scrivere, si incontra con la cortigiana Martina, ma sogna di lavorare un giorno nel mondo dei libri e di sposare Venerina, un’orfanella del Santo Spirito. Come nella migliore tradizione del romanzo di formazione, in primo piano si agitano le emozioni e le vicende del contesto in cui si muove il protagonista – il popolo semplice della Città Eterna – ma intorno a lui interagiscono cardinali, nobili e grandi artisti, in un confronto-scontro vivace e credibile raccontato con dovizia di particolari anche architettonici, artistici e socio-ambientali.»
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