Dio, la carne e altro: da Ireneo a Duns Scoto

Dio, la carne e altro: da Ireneo a Duns Scoto

Questo libro riposa su una decisione e punta su una scommessa: che oggi sia possibile leggere filosoficamente i padri della Chiesa e i medievali, anche per quel che riguarda gli oggetti propri della teologia. Non si è di certo attesa la fenomenologia per interrogare nuovamente il corpus della teologia, né si sono attesi i testi patristici e medievali per scoprire un'inedita posizione fenomenologica. Resta, però, il fatto che il rapporto dell'una con l'altra - della filosofia patristica e medievale con la fenomenologia - è decisivo quanto esemplare. Non ci si accontenterà, in quest'opera, di sondare le radici patristiche e medievali della fenomenologia, ma si farà lavorare la fenomenologia stessa nel corpus della teologia, per mostrarvi ciò che forse né l'una né l'altra hanno ancora mai visto: la possibilità ultima di descrivere fenomenologicamente i modi di manifestazione della teologia, finanche nel vissuto interno dei testi della tradizione, oggi da (ri)scoprire. Indipendentemente dal loro significato effettivo, i concetti teologici si traducono in termini filosofici che la fenomenologia deve legittimamente interrogare: relazione e sostanza nella trinità e onto-teologia (Agostino), teofania e apparizione del fenomeno (Giovanni Scoto Eriugena), distacco e riduzione (Meister Eckhart), creazione di Adamo e visibilità della carne (Ireneo), incarnazione cristologica e spessore del corpo (Tertulliano), conversione dei sensi e intercorporeità (Bonaventura)...
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