Riabi(li)tare una fabbrica. Strategie di riconversione del patrimonio industriale per nuovi modelli di vivere partecipativo

Riabi(li)tare una fabbrica. Strategie di riconversione del patrimonio industriale per nuovi modelli di vivere partecipativo

Come può una fabbrica trasformarsi in una casa? È la casa che deve adattarsi alle forme della fabbrica o viceversa? In quale modo intervenire su edifici con caratteristiche morfologiche e dimensionali lontane dagli schemi tipici della residenza? Il saggio attraverso l'analisi di trentatré progetti permette di comprendere percorsi, possibili logiche e individuare differenti approcci al tema. Sicuramente inserire delle abitazioni all'interno di un edificio tipologicamente nato per usi differenti presuppone già in partenza una tensione creativa. Ripensare cosa intendiamo per 'casa', cogliere l'occasione per indagare forme inedite di abitare e riflettere attorno a quali bisogni odierni dovremmo saper rispondere. Si tratta di un duplice sforzo: quello più generale di ripensare il significato, i valori della 'domesticità' e quello, più specifico e pratico, di una "correzione tipologica". Un ostacolo che, se affrontato con il giusto slancio, porta a proposizioni progettuali di incredibile interesse architettonico e compositivo. Ideare dunque, ammettendo il vincolo come condizione. Le migliori soluzioni analizzate non respingono il problema, ma lo accettano come presupposto indispensabile. Sembrerebbe che la fabbrica suggerisca ai progettisti, inclini ad ascoltare queste sollecitazioni, un modo diverso di intendere la residenza che mette in discussione modelli tradizionali per generare microcosmi abitativi partecipativi, ibridi, elastici e sovrascrivibili. L'obiettivo della ricerca non è quello di proporre una conoscenza meramente manualistica, né quello di una trattazione che miri ad identificare una migliore risposta compositiva. Per ciascuna strategia individuata vengono definiti i risultati conseguiti, diversi a seconda delle situazioni e perciò difficilmente tipizzabili dentro le rigide maglie di un possibile sistema conoscitivo. Ciò che emerge dalla lettura dei progetti selezionati è al contrario un processo continuo, vitale, libero, persino spregiudicato, capace di pensare e di guardare al di là dell'orizzonte conosciuto, di mettersi costantemente in discussione e perciò di creare visioni e nuove riflessioni attorno al tema dell'abitare nella città contemporanea.
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