Milano-Davos 1942-1944. Diario di un dirigente industriale progressista

Milano-Davos 1942-1944. Diario di un dirigente industriale progressista

«E già qualche tempo che ho intenzione di scrivere episodi di questi momenti turbinosi: ma è solo da quando l'Italia sente a fondo la guerra che questa intenzione si è fatta più chiara e decisa». «Così mio padre inizia il suo diario, che è quello di un uomo da sempre appassionatamente interessato agli eventi cruciali di politica interna e internazionale. Si tratta, come è evidente anche dallo stile, spesso colloquiale, di un vero e proprio quaderno quotidiano, redatto velocemente - almeno prima della malattia - di sera. Il principale motivo di interesse per noi è proprio questo: cogliere dal vivo, quasi in diretta, il clima della guerra come è stato sentito in Italia. Risaltano, così, la palese inadeguatezza del regime fascista e neofascista rispetto alla gravità della situazione, e il caos assoluto dei primi venti giorni dopo l'armistizio, nei quali apparivano smarriti non solo i giovani ma anche gli organizzatissimi tedeschi che stavano occupando il Paese. Questo diario, per me, serve a far conoscere le idee di una persona di valore, sfortunata e onesta, e a prolungarne il ricordo». (Gianluca Devoto). Presentazione di Giulio Sapelli.
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