Tramontalba, Ovvero versi sparsi in confusione

Tramontalba, Ovvero versi sparsi in confusione

I testi di questa nuova raccolta sono molto intensi; come al solito o più del solito, composti con versi frammentari e sincopati. Quanto ai contenuti, l’utopia è un termine-concetto ricorrente, nella produzione di Cristiano Maria Carta. Nel componimento intitolato “Genti”, si legge: «vorremmo vivere una vita/ e non/ attraversarla». Assai suggestivo, anche il testo intitolato “L’assente”. Ecco che qui “periferia” farebbe facilmente rima con “utopia”. Di solito, la periferia si attraversa per raggiungere il centro, o per evadere da esso. Un non-luogo, che è traduzione letterale dal greco originario “ou-topia”. Questo mi sembra il principale paradosso esistenziale: essere tornati a vivere una utopia avvertita ormai in senso negativo, non più come attraversamento tra un fuori e un dentro o viceversa. Insomma, una così detta “distopia”, prestito letterario dai tradizionali romanzi o film di fantascienza.
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