L'orizzonte del vivente. Individui, parti e sostanze in Aristotele

L'orizzonte del vivente. Individui, parti e sostanze in Aristotele

"Il risultato fondamentale di questo studio è la chiara comprensione del perché le 'singolarità di Schwarzschild' non esistono nella realtà fisica", (A. Einstein, "Annals of Mathematics", Vol. 40/4 (1939), p. 936). Percezioni: "storie individuali che si toccano". Figure, forme, punti nello spazio a cui si ancora una varietà infinita di qualità che avvertiamo in un attimo della nostra "storia". Il modo in cui le qualità si ordinano in un unico campo sensoriale, facente capo alla "parte centrale" (il cuore) del percipiente, ci offre la controparte "psicologica" della sua organizzazione "strutturale". Ecco l'"orizzonte del vivente": un asse "anomeomero" e di "non-contraddizione" ancorato a questa parte. Localizzato in quella parte in cui il vivente intero è racchiuso in potenza, e di cui la virtualità della forma si serve per costruire l'infinita varietà degli individui...
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