Le relazioni dipendenti. Quando l'altruismo diventa patologico

Le relazioni dipendenti. Quando l'altruismo diventa patologico

«Quello che il lettore ha tra le mani non è un mero manuale tecnico né un testo dai toni intimistici, bensì un valido strumento di studio e di lavoro, un'antologia di fertili spunti per la riflessione e di precisi suggerimenti pratici per il clinico.» – Dalla prefazione di Matteo RampinL'altruismo sembra così ovvio e la nostra cultura Occidentale ne sembra così compenetrata, che pare un'eresia suggerire possa avere anche un lato oscuro. La qualità emergente di questa ricerca è proprio l'eccesso di altruismo con le sue conseguenze problematiche o schiettamente patologiche. Spesso identità fragili, dotate di scarsa autostima utilizzano modalità relazionali improntate a un eccesso di altruismo, con la "finalità egoistica" - anche inconsapevole -, di evitare la critica, il giudizio, il rifiuto, pur di garantirsi accettazione, stima, affetto. Il bisogno prepotente di essere riconosciuto, amato, identificato induce l'altruista patologico a costruire una relazione di dipendenza morbosa con coloro che inonda della propria disponibilità (partner, con conseguenze talora tragiche, ma anche "altri" specifici o generici). L'esito è nocivo, e spesso in modo severo, per se stesso e talora per chi è il destinatario di tanta "generosità". L'Altruismo Patologico diventa un linguaggio comune, che può esprimersi con diversi "copioni", ognuno con le sue caratterizzazioni, specificità e peculiarità discriminanti: la Prostituzione Relazionale, la Salvazione e il Legame Indispensabile.
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