Follia, invenzione, psicoanalisi

Follia, invenzione, psicoanalisi

Come pensare, ripensare la follia e il suo possibile trattamento con Joyce e "dopo Joyce"? Quando Lacan si definisce post-joyciano, come concepisce il trattamento psicoanalitico del sinthomo? Cosa ci insegna Joyce? Cosa ci insegna sul trattamento degli effetti della forclusione la sua lettura del caso Joyce? Le risorse della "forclusione", ossia l’invenzione che il soggetto trova come soluzione sinthomatica alla follia, si rivelano spesso più creatrici di quelle della rimozione. Ne danno testimonianza l’invenzione di Beckett con "L’ultimo nastro di Krapp"; di Artaud, la cui poesia dopo Rodez gli permette di farsi un corpo; Maria della Trinità che si inventa una teologia della supplenza. Ancora: Gödel e Cantor che rivoluzionano il sapere della logica e della matematica. O, infine, la poesia di Paul Celan dopo Auschwitz, per il quale colui che cammina sulla testa ha il cielo come abisso sotto di sé. Si tratta di risposte sinthomatiche che permettono al soggetto di risolvere ciò che manca nella sua struttura, supplendovi, e che in questa raccolta vengono esplorate alla luce dell’insegnamento borromeo di Lacan.
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