Versi per... versi

Versi per... versi

Teresa Mocchia di Coggiola conclude qui la sua trilogia, ma non - come lascia intende la sua ansia di poesia e come chiede la nostra speranza di riudirne la voce - la sua ricerca del senso del vivere. Rispetto alla sua voce di prima quella di "Pensieri di... stratti" e "Parole in... quiete" - molto si perpetua e molto muta: si riconferma la dolcezza dei versi e la finezza del pensiero; trasmuta per l'aprirsi di nuove età e per le infinite crudeltà degli anni e della vita, il senso del tempo, ora che non udiamo più le parole di alcuni che amammo, ora che è infinitamente più lungo lo spazio dei ricordi e breve il tempo dei progetti. E tuttavia, in questa voce così delicata nella ricerca di senso e nella evocazione degli affetti, non si modifica, nonostante la percezione del dolore e delle assenze, il valore in sé della vita, la cui pienezza si traduce nella luce e soprattutto nella struggente felicità dei ricordi, dei volti, dei momenti in cui consiste, per intero, la bellezza della nostra vita.
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