Lucia Solidoro. La «santina» di Gallipoli

Lucia Solidoro. La «santina» di Gallipoli

Da tutti gli scritti di Lucia Solidoro possiamo dedurre che la Serva di Dio ha passato la sua breve esistenza nella pratica di una fede viva verso colui che costituiva la sua gioia. "Proprio in questo momento mi metto a letto con la febbre: mi è successo come la notte del giovedì santo e prego perché mi continuasse ancora", scriveva al suo padre spirituale. Non cercava altro che la volontà paterna del Signore e amando questa volontà, vedeva nelle sue sofferenze la divina volontà. La serva di Dio trovava la sua gioia nella sofferenza. Innumerevoli sono le testimonianze di questa esperienza di gioia nella sofferenza che Lucia Solidoro offre nei suoi scritti. "Mi metto a fare preghiera e penso che volevo curare di più Gesù quell'amore che... gli dico che voglio soffrire e darmi una croce ancora più pesante. Il mio desiderio è quello di essere messa in croce come lui, ma so che questo desiderio non lo posso avere, allora voglio almeno immolarmi a te".
Prodotto fuori catalogo

Dettagli Libro

Libri che ti potrebbero interessare

La macchina della realtà
La macchina della realtà

Delio Zinoni, William Gibson, Bruce Sterling
Islam
Islam

Norman Gobetti, Malise Ruthven
Dizionari storico del lessico erotico italiano. Metafore, eufemismi, oscenità, doppi sensi, parole dotte e parole basse in otto secoli di letteratura italiana
Dizionari storico del lessico erotico it...

Valter Boggione, Giovanni Casalegno
Questione di tempo
Questione di tempo

Shashi Deshpande, Simonetta Betti
Semifinale
Semifinale

Rudi Ghedini
Antigone
Antigone

Henry Bauchau, Angela Vitale
Gente in cammino
Gente in cammino

Claudia Maria Tresso, Malika Mokeddem
Cittadina di seconda classe
Cittadina di seconda classe

Buchi Emecheta, Franca Cavagnoli, F. Cavagnoli