Paralleli infiniti invisibili

Paralleli infiniti invisibili

"La poetica di Benedetto Zucco è ricca di immagini od evocazioni che sono la proiezione della propria dimensione inconscia. Si tratta di immagini dai bagliori surreali e contorni fantastici non perfettamente sovrapponibili con la dimensione reale, che pure affiora ed è tratteggiata. Questa poetica non va perciò intesa come mera astrazione o quale tentativo di rifuggire il dato reale per riparare in favore di un luogo prefigurato a propria immagine e somiglianza. L'autore fa leva su questa sfera segreta e tanto più autentica e fondativa dell'essere: egli più facilmente si lascia guidare dal flusso liberato del proprio moto interiore, vive la scrittura nel mistero della parola ancora da comprendere ed enunciare. La scrittura di Zucco è dunque silente, discreta, implicita e custodita nell'ascolto con cui necessariamente ci si accosta ai versi. La parola si configura come una sorta di veste esteriore, di guscio al cui interno ripiega una dimensione fluida e dinamica, non enunciata: l'essere." (dalla prefazione di Mattia Leombruno, presidente della Fondazione Mario Luzi - marioluzi.it)
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