Omertà: silenzio, paura ma non condivisione

Omertà: silenzio, paura ma non condivisione

La parola omertà è uno degli equivoci più duraturi e tenaci nella storia delle mafie, una delle interpretazioni più tendenziose. Quando si usa la parola omertà molti, soprattutto fuori dal Sud, ritengono che chi tace agli interrogatori della polizia o in tribunale lo fa perché in fondo condivide le ragioni dei mafiosi, sta cioè dalla loro stessa parte e di conseguenza è anche esso un potenziale mafioso. Questa ricerca dimostra che non c'è riscontro di una diffusa predisposizione dei meridionali a non collaborare con la legge e la giustizia in reati per i quali non debbano temere una ritorsione. Anzi tra Nord e Sud c'è una sostanziale uniformità di comportamenti nelle denunce alle autorità. La scelta del silenzio, dunque, non è di condivisione delle idee mafiose, ma è frutto di un comportamento 'razionale' in rapporto alle conseguenze nel caso si collabori con le forze dell'ordine. Introduzione di Isaia Sales.
Al momento non disponibile, ordinabile in 3 settimane circa

Dettagli Libro

Libri che ti potrebbero interessare

Scritti filosofici
Scritti filosofici

Renato Serra, J. Sisco
Prosa saggistica di area tedesca
Prosa saggistica di area tedesca

Giulia Cantarutti, Wolfgang Adam
Un percorso attraverso la traduzione. Autori e traduttori della Romagna dal XVI al XIX secolo
Un percorso attraverso la traduzione. Au...

M. Carreras i Goicoechea, M. Soffritti, Maria Carreras i Goicoechea, Marcello Soffritti