Il sorriso di Pol Pot

Il sorriso di Pol Pot

Nell'estate del '78 un Boeing 747 cinese atterra nella Kampuchea Democratica con a bordo una delegazione dell'Associazione Svezia-Cambogia, guidata da Jan Myrdal. I quattro svedesi sono tra i pochissimi stranieri a cui è stato consentito l'ingresso nel paese dove si è verificata la rivoluzione comunista più radicale a cui il mondo abbia mai assistito. Sei mesi dopo la loro visita si scopre che, nel corso dei tre anni e mezzo nei quali Pol Pot è stato al potere, quasi due milioni di persone, corrispondenti a un quarto della popolazione, sono stati giustiziati o sono morti di fame, malattie e schiavitù. Ma durante il viaggio di mille chilometri attraverso il paese, i quattro delegati non hanno visto né morte né terrore, descrivendo anzi la rivoluzione dei Khmer Rossi come pienamente riuscita, un modello da seguire. Com'è possibile che quattro studiosi specializzati nel Sudest asiatico, abbiano compiuto un viaggio nel pieno di uno dei più imponenti eccidi del Novecento senza vedere nulla? Nella sua ricerca della verità, Idling ha ripreso contatto coi protagonisti della vicenda, intervistandoli e indagando su quell'esperienza. Tutti mostrano di avere opinioni contrastanti sulla rivoluzione dei Khmer Rossi ma la loro memoria ci aiuta a ricordare un importante capitolo della storia contemporanea.
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