Ombre e nebbie

Ombre e nebbie

I delitti delle dodici porte: Nel 1446 Bologna era una città di viuzze strette e tortuose, di gallerie buie quanto maleodoranti, di cortili che nascondevano orti e giardini rigogliosi, di canali ricchi d'acqua. E di officine ricavate dai piani bassi delle case, nelle quali si filava la seta. È proprio uno dei setaioli di Via delle Agocchie quel Masotto Lucchini che viene trovato assassinato a Porta Mascarella, il corpo orrendamente infisso ad un albero di fico. Ed è solo l'ultimo di una serie di crudeli ammazzamenti che stanno sconvolgendo la città. Gli assassinati penzolano dai torrioni delle porte bolognesi: sono impiccati a testa in giù oppure terribilmente mutilati, come se l'assassino si fosse divertito ad approntare macabre rappresentazioni. E poi le vittime hanno i nomi dei dodici apostoli, e dodici sono le porte della città. Sembra una maledizione: la città di Bologna è caduta in mano al signore delle tenebre, dice il popolo. Ma proprio una donna del popolo, Marta, una levatrice coraggiosa e caparbia, si incarica di indagare oltre la paura, al di là della superstizione, e di dipanare il filo dell'arcano. Il trionfo della volontà: Norimberga 1934. Il Congresso del Partito Nazionalsocialista: la prima, delirante apoteosi del nazismo, l'allucinante cerimonia confezionata dall'architetto-ideologo Albert Speer per celebrare Hitler ed esaltare il Reich, impero millenario destinato a dominare il mondo. Leni Riefenstahl, la bella ed enigmatica regista amica del Fuhrer e dei gerarchi, è chiamata alla sua prima importante prova: fissare l'evento in un grande documentario, esaltare la potenza dell'adunata attraverso la potenza dell'immagine. Leni raggiunge Norimberga insieme a Egon Meinecke, responsabile della sicurezza per la casa di produzione UFA. Ma un drammatico imprevisto arriva a complicare la situazione. Una giovane operatrice, di nome Marthe Venger, viene ritrovata morta ai piedi della finestra della sua camera d'albergo. Suicidio, disgrazia... O forse qualcos'altro, qualcosa di ben più inquietante. Marthe aveva girato la bobina n° 27, che è misteriosamente scomparsa dall'archivio delle riprese giornaliere. Che cosa si nasconde in quel nastro di celluloide? Cosa - o chi - ha ripreso Marthe, che non avrebbe dovuto inquadrare?
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