Storia di Craxi. Miti e realtà della sinistra italiana

Storia di Craxi. Miti e realtà della sinistra italiana

A dieci anni dalla scomparsa di Bettino Craxi, la ricostruzione del ruolo che svolse nella sinistra e nel governo dell'Italia dovrebbe cominciare a uscire da una sorta di "coprifuoco". La distinzione tra lo "statista" e il "latitante" non è una soluzione: prima di giudicare, bisogna capire che cosa è realmente accaduto. La storia di Craxi si sviluppa essenzialmente attraverso una successione di lotte - nel partito, nella sinistra italiana, tra le formazioni di governo, tra maggioranza e opposizione - in cui l'andare in minoranza fu anche una scelta. In particolare, nel caso di Bettino Craxi siamo di fronte alla formazione di una leadership politica che è legata alla crescita di una nuova generazione post-frontista e postmarxista nella sinistra italiana. L'ascesa di Craxi non è un colpo di Stato in Italia, lo sbarco di un alieno nel Partito socialista. Quella che fu definita come "mutazione genetica" del Psi avvenne attraverso quindici congressi in cui Craxi ebbe un ruolo prima marginale e poi, man mano, di primo piano. Furono congressi in cui vinse oppure perse, fece forzature e compromessi in un quadro in cui compaiono tante personalità e avvenimenti che lo contrastarono, lo condizionarono, lo rafforzarono. Scrivere la storia di Craxi significa quindi ripercorrere un arco di quarant'anni. Il bilancio storico riguarda non solo il Psi, ma il modo in cui nella sinistra italiana sono state gettate le basi per una cultura di governo.
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