L'uomo e le sue distanze

L'uomo e le sue distanze

Dieci anni, dieci minuti. Il tempo è poco importante in questo romanzo di Carmen Passalacqua, L'uomo e le sue distanze. Un giallo, un errore giudiziario, un riscatto di casta nella Napoli dei Quartieri Spagnoli e del Vomero. Ma la città poteva anche essere Roma, piuttosto che Rio de Janeiro. Sono le persone che contano, gomitoli che si srotolano nel corso della storia fino a divenire alla fine lineari, luminosi, chiari. Il gomitolo è Giò, il protagonista. Nasce stretto in se stesso e nei primi anni della sua vita rischia di stringersi ancora di più, poi la svolta. Ma non c'entra San Gennaro, né la fortuna. Sono le distanze dagli altri che via via si accorciano e mentre il giallo si dipana, l'errore giudiziario si risolve, lui, il protagonista, si scioglie. Diventa un uomo, riluce di luce propria fino a trovare Chiara, l'amore irraggiungibile, anche lei dipanatasi verso di lui, liberata dai legami della casta del Vomero. La storia d'amore si realizza. E la vita alla movida del Giò ormai adulto diventa a lieto fine.
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