Strategia del potere e competizione. Un viaggio immaginario alla ricerca di ipotesi e interpretazioni
Il tema centrale del saggio non è tanto il fenomeno della competizione umana, quanto piuttosto le ragioni della sua esistenza. Si tratta di un fenomeno che ha dato lo spunto all’autore per esporre alcune idee personali circa la sua controversa quanto imprescindibile presenza nella vita degli uomini. Il tutto ha inizio dalle inaspettate e perfino drammatiche conseguenze della riproduzione sessuata, il cui primo e dirompente effetto sulla specie umana è quello di dar luogo a una popolazione di individui, sul piano genetico, tutti indiscriminatamente, diversi tra loro: i più capaci e più adatti assieme ai meno capaci e ai meno adatti, i più fortunati assieme ai più sfortunati, i più belli e più sani assieme ai più brutti e menomati, ecc.; in altre parole, compiendo nei confronti degli appartenenti alla specie quella che non potremo che definire una “grande ingiustizia”. Da cui appunto l’ipotesi che la stessa natura, cercando di rimediare a cotanta ingiustizia, avrebbe deciso di intervenire imponendo ai soggetti superiormente dotati di “prendersi cura” degli altrimenti dotati. Il come, a questo punto, è lasciato al lettore che avrà modo di apprenderlo dalle pagine del saggio.
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