Per un'epica del quotidiano. La frontiera in «Danubio» di Claudio Magris

Per un'epica del quotidiano. La frontiera in «Danubio» di Claudio Magris

Magris scopre Trieste, la sua città natia, solo durante gli anni di studio a Torino; è stata proprio quell'assenza dei luoghi che avevano marcato la sua infanzia, a generare in lui un vago senso di nostalgia che ha proiettato il suo sguardo verso un altrove imprecisabile. Come afferma lo stesso autore in "Utopia e disincanto", senza l'esperienza della frontiera non sarebbero nati molti dei suoi libri. Questo studio si propone di analizzare non solo il concetto di frontiera in uno dei maggiori esponenti della letteratura triestina contemporanea, ma anche le modalità con cui si manifesta e i costituenti sistemici che l'esperienza della frontiera irrora ed irraggia nel testo. A questa concreta realtà di frontiera si ricollegano un più generale senso di mancanza di confini e il conseguente desiderio di circoscrizioni chiare. "Danubio" è retto proprio dalla tensione tra l'urgenza dell'autocircoscrizione, dell'individualità, da un lato, e il desiderio di trascendere i limiti del proprio Io dall'altro. Alla "frontiera" di Magris la critica ha già dato ampio rilievo, soffermandosi soprattutto sull'esperienza delle frontiere triestine nel corso dei decenni; questo studio vuole invece riflettere particolarmente sulle implicazioni semantiche che ne derivano.
Al momento non disponibile, ordinabile in 3 settimane circa

Dettagli Libro

Libri che ti potrebbero interessare

Lanterne rosse
Lanterne rosse

Tong Su, M. R. Masci
Hanno tutti ragione
Hanno tutti ragione

Sorrentino Paolo
Caro Manzoni, cara Ghita
Caro Manzoni, cara Ghita

Provana Di Collegno, Margherita
Opus pistorum
Opus pistorum

Henry Miller, Pier Francesco Paolini
Gianni Rodari e la scuola della fantasia
Gianni Rodari e la scuola della fantasia

Boeri Pino, Ferrari Simonetta