Non chiamarmi soldato. I bambini combattenti tornano a casa: frammenti di pace in Sierra Leone

Non chiamarmi soldato. I bambini combattenti tornano a casa: frammenti di pace in Sierra Leone

Sierra Leone 2001. Dopo dieci anni di guerra civile, la pace. Faticosa, da costruire, terribilmente fragile. Il bilancio dell'ultimo decennio si commenta da solo: 50.000 morti,decine di migliaia di feriti e mutilati, centinaia di migliaia di profughi. E poi ci sono i bambini: più di 5.000 reclutati da fazioni militari ribelli o filogovernative, impiegati nei campi di battaglia, e altri 5.000 usati come forza-lavoro al seguito dei gruppi armati. Il volume curato dalla Caritas Italiana cerca di fare luce sulla storia recente di questo paese, spingendosi dietro le quinte del conflitto appena concluso, indagando quelle trame sotterranee (il traffico d'armi, il commercio di diamanti, le politiche degli organismi finanziari internazionali) che sembrano legare i destini della Sierra Leone con gli interessi dell'Occidente. Un viaggio a ritroso nel tempo per ricostruire la storia di un paese violato. L'appassionato resoconto di una pace possibile, che passa attraverso le storie drammatiche di alcuni bambini-soldato. Bambini che fanno ritorno a casa, accolti nei centri, riunificati alle famiglie, riportati nelle scuole da un progetto di Caritas Italiana e Caritas Makeni.
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