Pittura e scultura futuriste

Pittura e scultura futuriste

"Pittura e Scultura futuriste" è un testo capitale nella storia delle Avanguardie artistiche del Novecento. E' un testo che si pone con una propria fisionomia accanto a quelli di Kandinskij, Malevic, Mondrian. [...] Il senso generale che se ne può enucleare è quello, nello sfacelo dei valori ottocenteschi degenerati, alla cui rovina Boccioni stesso collaborò come ogni altro artista d'Avanguardia, di un artista che ha saputo intuire il pericolo del frammentismo impressionistico da una parte e dell'arabesco della pittura pura dall'altra. Per questo il suo sforzo creativo e teorico ha coinciso con la ricerca di un centro che sostituisse il crollo dei vecchi valori con una concezione unitaria che rinsanguasse con un contenuto nuovo il puro plasticismo. Nel suo pensiero lo "stato d'animo plastico", rimedio al rischio di "perdersi nell'astrazione", doveva essere proprio questo centro: "II riassunto definitivo di tutte le ricerche plastiche ed espressionistiche". Non solo quindi una sintesi dei valori formali divisionisti e cubisti, ma anche dei valori emozionali: "È l'emozione" egli scrive "che dà la misura, frena l'analisi, legittima l'arbitrio e crea il dinamismo". [...] Come si vede siamo assai lontani da quell'"estetica della macchina" ch'era stata enunciata da Marinetti. La tendenza di Boccioni era più ricca e complessa. L'elemento alogico, intuizionistico di Boccioni, nelle sue opere più tipiche, si rivela come una sorta di ebbrezza drammatica che rompe i limiti angusti di una concezione positivistica, pur mantenendo un corposo rapporto con la realtà. Oltre le sue contraddizioni, in Boccioni era soprattutto viva l'urgenza di essere un artista presente nell'ansioso dramma della vita moderna, non in maniera esterna, estemporanea, ma come un lievito attivo. [...] Questo era il modo per essere dentro la realtà in atto, un modo che poneva nuovi e più ardui problemi d'espressione. Ma questo, caduta ogni altra circostanza negativa, è appunto il nucleo più autentico e fruttuoso del primo Futurismo, che in Boccioni ha avuto senz'altro il suo esponente più alto. Sulle sue pagine vale dunque ancora la pena di meditare, poiché molti dei problemi che Boccioni si è posti restano ancora aperti. (Dallo scritto di Mario De Micheli) Note al testo di Zeno Birolli. Prefazione all'opera completa di Boccioni di F.T. Marinetti. Con uno scritto di Mario De Micheli: "Il pensiero di Boccioni".
Momentaneamente non ordinabile

Dettagli Libro

Libri che ti potrebbero interessare

No, no e no!
No, no e no!

Bel Mooney, Alessandra Orsi, Margaret Chamberlain
Grammatica
Grammatica

Gabriella Ravizza, Corallo
La guerra e la pace
La guerra e la pace

Labbé Brigitte, Puech Michel
Schermi di formazione. I grandi temi delle risorse umane attraverso il cinema
Schermi di formazione. I grandi temi del...

Giuseppe Varchetta, Massimiliano Santoro, Dario D'Incerti
Homo Technologicus
Homo Technologicus

Giuseppe O. Longo
Meglio una mamma che cento ububò
Meglio una mamma che cento ububò

Teodoro Susanna, Giraldo Maria Loretta
Italiano. Proposte didattiche per la 2ª classe elementare
Italiano. Proposte didattiche per la 2ª...

Loredana Pepe Bartoletti, Virginia Grandinetti Pansolli