Uomini che non ho sposato (Gli)

Uomini che non ho sposato (Gli)

Ancora Dorothy Parker! Dopo il grande successo di "Tanto vale vivere" si pensava che Dorothy non ci riservasse altre sorprese. Ma eccola qui di nuovo con una serie di racconti inediti apparsi perlopiù sul famoso settimanale "The New Yorker" negli anni Venti e Trenta. Sono piccole cronache quotidiane di quella borghesia vuota e intellettualoide che l'autrice ritrae dal suo interno facendosene talvolta personaggio, come nell'esilarante monologo de "La giarrettiera". Il racconto del titolo, "Uomini che non ho sposato", è un elenco di deliziosi personaggi fatui, meschini e chiacchieroni, non sposabili insomma, per eccesso o per difetto. Così tra una telefonata e una chiacchiera, tra un party e un pranzo, gli uomini e le donne di Dorothy Parker si inseguono da un capo all'altro della città più eccitante del mondo, New York, dove si balla il charleston e si beve di nascosto nei bar malfamati, a causa del proibizionismo. Eppure nella loro fatuità questi personaggi non si stancano di darci piccole lezioni di vita. Lo spirito graffiante, talvolta pervaso di vera commozione, l'ironia irresistibile e la satira sociale senza rimorso, sono le qualità che rendono unica la scrittrice.
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