Fuorigioco

Fuorigioco

A giudicare dal crescente numero di veri scrittori passati ultimamente al "giallo", si direbbe che finalmente sia cessata, per questo genere, da sempre ritenuto minore, la lunga quarantena. Forse è giunto il tempo per il "giallo" di riqualificarsi finendo di presentarsi come tipica "lettura da treno". Quello che Simenon e il nostro raffinato Sciascia non sono riusciti a fare si è prodotto per evoluzione naturale dei gusti e della sensibilità collettiva. Di pari passo con la cinematografia americana partita da una esasperata e infantile visione manichea della storia e approdata dopo anni e anni di sceriffi dalla mano svelta, di federali capaci di mettere in fuga migliaia di pellirossa, di pochi marines che sopraffanno cattivissimi soldati giapponesi a una visione meno manichea della storia. Ce ne rendiamo facilmente conto mettendo a confronto i film di John Wayne con "Balla coi lupi" di Kevin Costner. Allo stesso grado di maturità è atteso ora anche il "giallo", riuscendovi quando scrittori ed editori si convinceranno che il bene e il male non sono entità fra loro distinte.
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