Maupassant e lo specchio della morte

Maupassant e lo specchio della morte

In "Bel-Ami" Norbert de Varenne dà voce all'ossessione portante di Maupassant: come uomo e come scrittore egli si rimirò continuamente nello specchio della morte. La fedeltà a questa ossessione permette di leggere l'intera opera di Maupassant come un macrotesto basato sulle vane modalità rappresentative della morte. Tutti i registri letterari vengono utilizzati per esplorare la morte. Da quello tragico del confronto individuale a quello comico della satira sociale. A questo fenomeno è dedicata la prima parte del libro. Nella seconda parte si mettono in discussione i limiti "spaziali" della morte e nella terza ed ultima parte l'indagine si sposta nello spazio interiore, laddove i fantasmi di morte riemergono per dominare l'immagginario individuale.
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