Nemici. Una storia d'amore

Nemici. Una storia d'amore

Sullo sfondo dell'Olocausto e della conseguente diaspora della comunità ebraico-orientale, scampata agli orrori del regime hitleriano, l'America diventa il "teatro dell'assurdo", nel quale quotidianamente si svolge la tragedia del passato che riemerge, tingendo di rosso le memorie lacerate dei profughi sradicati dalla loro identità storica e culturale, ossessionati dal ricordo, dall'incapacità di sentirsi finalmente liberi. Herman Broeder, un ebreo polacco fuggito dai campi di sterminio tedeschi, ricomincia una nuova vita a New York a fianco di Yadwiga, una giovane contadina cattolica divenuta la sua seconda moglie; di Masha, amante tormentata dall'inquietudine e dal male di vivere; e di Tamara, la prima moglie creduta morta durante il massacro nazista. Fulcro del romanzo del grande narratore yiddish è dunque il triangolo morboso che si viene a creare e che lega queste tre straordinarie figure muliebri all'unico uomo amato. Nel "non-racconto" - poiché non vi è una vera e propria trama, ma un'indagine psicologica dei quattro personaggi - si assiste alla volontaria ghettizzazione, all'incomunicabilità, al lento disfacimento di quattro anime malate, nemiche di se stesse, vittime del proprio destino, della Storia.
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