Calvino in Topolino. Storie di scrittori, di libri e di lettori

Calvino in Topolino. Storie di scrittori, di libri e di lettori

Chi ha un poco di conoscenza del mondo editoriale di oggi sa che ognuna di queste competenze è perfettamente segmentata, frammentata in ulteriori piccole sottocategorie separate e indipendenti l'una dall'altra. L'autrice riporta le parole di Beppe Oreffice: «La nostra principale attività era la ricerca: cercavamo la cultura, cercavamo l'utopia, cercavamo la vita, cercavamo per cercare. Eravamo interessati a tutto, anche ai piccoli fatti: sembrava di essere al crocevia del mondo e che tutto ciò che succedeva ci vedesse in qualche modo partecipi o coinvolti. Eravamo disponibili a viaggi ai limiti dell'umano, in quell'Italia fatta a pezzi dalla guerra, per vendere, il più delle volte, tre o quattro libri. Avevo però l'impressione di non dover vendere libri, ma idee e cultura. Avevo imparato che la filosofia della casa editrice poteva essere riassunta in tre verbi: esserci dovunque potessero esserci dei lettori, far conoscere un messaggio e le idee, spingere alla lettura e al piacere del contatto con il mondo dei libri e con i suoi attori».
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