Il ricordo inventato che noi siamo

Il ricordo inventato che noi siamo

L'idea più diffusa è che il senso d'identità personale e la memoria si formino dentro l'individuo e lì poi restino come qualcosa di privato, solido, stabile nel tempo, e quindi difficile da cambiare. Questo saggio vuole al contrario aiutare il lettore a considerare sia il proprio senso d'identità che i propri ricordi come esperienze emergenti dall'incessante flusso di relazioni umane a cui partecipa. Quello che sentiamo e che crediamo di essere, e ciò che ricordiamo della nostra vita sono cioè definiti, orientati, canalizzati, modellati, dal modo in cui partecipiamo ai nostri contesti sociali. Si può allora affermare che il senso d'identità è alimentato dal racconto che di noi costruiamo insieme agli altri, e che entrambi sono in costante evoluzione.
Al momento non disponibile, ordinabile in 3 settimane circa

Dettagli Libro

Libri che ti potrebbero interessare

Storia del tabacco. L'uso, il gusto, il consumo nell'Europa moderna
Storia del tabacco. L'uso, il gusto, il ...

Giovanna Antongini, Victor G. Kiernan
Introduzione alla storia del mondo musulmano. Per capire l'Islam, le sue società e le sue culture
Introduzione alla storia del mondo musul...

Gerhard Endress, G. Vercellin
Archetipi
Archetipi

Elémire Zolla, Grazia Marchianò
Kamasutra
Kamasutra

Mallanaga Vatsyayana
I superflui
I superflui

Dante Arfelli
Anatomia della malinconia
Anatomia della malinconia

Giovanna Franci, Robert Burton, Jean Starobinski
Melanzio
Melanzio

Rossi Nerino
La nuova età
La nuova età

Mimi Zorzi
Il cinema di Hitchcock
Il cinema di Hitchcock

Gian Piero Brunetta
Lettere da Sodoma
Lettere da Sodoma

Dario Bellezza