I tarli

I tarli

Dal luglio 1921 fino al novembre 1923, Emilio Cecchi tenne sul quotidiano "La Tribuna" una rubrica letteraria, "Libri nuovi e usati", in cui perizia e gusto di contraddizione si sposavano magistralmente. Cecchi si firmava "Il tarlo" e dedicava le sue riflessioni e le sue stoccate a libri, autori e problemi, spesso con tono divertente e grottesco. La scelta qui proposta ne è un esempio che testimonia allo stesso tempo un modo, libero e coraggioso, di intendere la letteratura e quanto ad essa è connesso, e un'attitudine verso la vita culturale e morale della nazione in un momento delicatissimo per gli equilibri del giovane stato italiano. Come gli anni immediatamente successivi alla fine della prima guerra mondiale. Così, insieme a nomi come quelli di Pirandello, Croce, Joyce, troviamo citati libri e personaggi dimenticati ma che compongono l'affresco di un'epoca e fanno di questa raccolta di scritti critici (gli unici di Cecchi non ancora raccolti in volume) una testimonianza di grande interesse e una straordinaria fonte di curiosità e piccole sorprese.
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