Atlantide. Circospezioni e fantasticherie al tempo di Facebook

Atlantide. Circospezioni e fantasticherie al tempo di Facebook

"... Facebook pare uno strumento con cui ciascuno può azzardare, in una modalità straordinariamente inconsueta e diretta, una sorta di ucronia e utopia, un tentativo iperbolico di materializzare i momenti e gli oggetti sfuggenti della propria esistenza. Una modalità hic et nunc del nostro stesso 'esserci' cui diamo finalmente una veste visibile, una rintracciabilità, una forma riconoscibile in quanto confrontabile con gli altri: non a caso la pubblicazione dei propri 'stati' o note tende spesso ad assecondare non solo la cronaca, soggettiva e oggettiva, degli eventi più 'importanti', ma finanche lo stesso scorrere reale del tempo, come se ogni momento volesse sopravviversi, non passare inosservato, sottrarsi all'oblio. Un'Atlantide che ogni giorno crea il mito di se stessa e che ogni giorno nelle acque turbinose di questo mito è sprofondata, con le sue superbe mura, i suoi intricati canali, le sue vocianti vie, i suoi tenui fregi d'oricalco, le sue velleità. Resta bensì la parola, o meglio l'illusione di una parola che tenga, che resista alle lusinghe di una sociocrazia inabissante, cannibalica, ed alla quale ciascuno affida come può una parvenza della propria realtà interiore..."
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