Una lapide in via del Babuino

Una lapide in via del Babuino

Uno scrittore anziano ritrova in un suo vecchio quaderno l'abbozzo di un racconto che non ha mai scritto. Lo spunto era nato da una lapide scoperta sulla facciata di un palazzo romano, rievocante il soggiorno di Napoleone III, venuto a finire i suoi anni d'esilio in un albergo di via del Babuino. Il ricordo di quella lapide stimola un malinconico andirivieni tra la vita quotidiana dello scrittore e il fantasma letterario che non ha preso forma. S'intrecciano così molti temi: la vecchiaia e la malattia, l'aridità creativa, il rapporto tra le generazioni, l'amore familiare. Quando uscì nel 1991, questo racconto magistrale e bellissimo fu accolto dalla critica come un piccolo capolavoro. Non vi manca, cosa rara in Pomilio, la presenza della città adottiva, Napoli, con la sua "luce volatile" e i "suoi cieli piovuti d'aria".
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