Ho calpestato anche la neve

Ho calpestato anche la neve

Non si ha memoria di un funerale così stupefacente. Pier Giorgio Frassati, proveniente da una famiglia borghese di Torino, nasce a inizio Novecento e a 24 anni è stroncato in pochi giorni da una poliomielite fulminante. Sino a pochissime ore prima del decesso nessuno, famigliari e amici, si accorge della gravità della situazione. Il corteo funebre si trasforma nella più incredibile e inaspettata manifestazione di riconoscenza e consacrazione di cui si ha memoria: tra lo stupore generale migliaia di persone, tra cui tantissimi poveri, disperati, donne e bambini, giungono da tutta la città. Il feretro è seguito di corsa da giovani che accorrono, si forma una ressa attorno alla bara che quasi impedisce di arrivare al cimitero. Il traffico si paralizza: Torino, la Chiesa intera e tutta l'Italia scoprono solo in quel momento la vera vita e personalità di questo semplice studente, apparentemente sconosciuto e senza niente di straordinario. Quel giorno un barbone, uno dei numerosissimi poveri ed emarginati che Pier Giorgio cercò di sorreggere durante tutta la sua esistenza, era presente. Il 20 maggio 1990, a Roma, papa Giovani Paolo II beatifica Pier Giorgio.
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