La guerra del gas. I nuovi padroni dell'energia, i rischi per l'Italiae l'Europa

La guerra del gas. I nuovi padroni dell'energia, i rischi per l'Italiae l'Europa

La prima "guerra del gas" scoppia il giorno di Natale del 2005 con l'ultimatum di Gazprom all'Ucraina: se non accetterà forti aumenti, scatterà l'embargo. Inizia così un conflitto di nuovo tipo, con ripercussioni immediate nel Vecchio Continente e soprattutto in Italia, costretta a razionare il gas anche per riscaldare le case. Da allora, altre guerre per I"oro azzurro" si ripetono in forme più o meno drammatiche: a combatterle sono gli zar del Cremlino, i signori del Caspio, gli ayatollah di Teheran, nuovi sceicchi che usano giacimenti e gasdotti per spostare a loro favore il baricentro del potere politico ed economico. È una lotta senza esclusione di colpi, un Grande Gioco del XXI secolo che intreccia la geopolitica con l'economia e vede in campo giganti assetati di energia, come la Cina e l'India. Il gas è ormai un'arma destinata a tenere sotto scacco - forse più dei petrolio negli ultimi quarant'anni - l'Europa e i maggiori importatori, come l'Italia, che dipende per l'87% del suo fabbisogno. Ma il gas è anche altro: una fonte efficiente, relativamente pulita e abbondante, e proprio per questo sempre più ambita. In meno di un decennio, i consumi sono cresciuti del 30% e continueranno a correre fino a coprire un terzo del fabbisogno energetico primario. Basteranno le riserve? E chi le possiede? Come garantire la sicurezza delle forniture e affrontare le prossime, inevitabili crisi? Che ruolo l'Unione Europea e l'Italia possono ritagliarsi nel risiko dell'energia? Rischiamo davvero nuovi blackout, con inverni al freddo e al buio? Sono alcune domande cui cerca di rispondere questo viaggio nel mondo affascinante e ancora in parte sconosciuto dell"'oro azzurro".
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