La collezione di Antonio Scarpa (1752-1832)

La collezione di Antonio Scarpa (1752-1832)

"Siamo ormai in tanti ad avvertire che qualcosa non funziona nel campo oggi così frequentato della storia del collezionismo, diventata in un breve giro d'anni ormai una disciplina universitaria, con cordate e correnti. Sull'argomento una bibliografia in spaventosa espansione, fatta per lo più da inventari rovesciati alla bell'e meglio sulla pagina stampata, in gara con il tempo, perchè dietro l'angolo ci può essere un'altra studiosa che ha trovato le stesse carte, e allora, capirai,... La risposta ad ogni obiezione sui modi e le forme della pubblicazione è sempre la stessa: 'però si tratta di inediti'. E poco potrebbe valere il vecchio ammonimento di Carlo Dionisotti, secondo cui l'inedito è 'la merce più vile nel cassetto dello studioso.'" (Giovanni Agosti)
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