In porta c'ero io!

In porta c'ero io!

Ci vuole qualche "pagina di pazienza" prima di entrare nella struttura mentale dell'io narrante, che saltella senza posa dal discorso diretto a quello indiretto, senza preavviso, ma solo lanciato all'inseguimento dei propri pensieri, spesso circolari, tipici della persona per un certo verso leggermente paranoica. Nel romanzo l'io narrante racconta con linguaggio insolito e colloquiale il proprio spazio esistenziale a Schummertal, piccolo paese situato nel cuore della Svizzera. Siamo negli anni Ottanta e Gol è un ex tossicodipendente da poco uscito di galera. Narratore instancabile vive la propria vita attraverso storielle che racconta senza sosta. Gol tenta di rimettersi in piedi nella vita di tutti i giorni: trova un impiego occasionale, s'innamora di una cameriera e la porta in vacanza in Spagna. Nonostante tutti i suoi sforzi però, il passato continua a tenerlo in ostaggio. Il romanzo è una sorta di trascrizione dei dialoghi interiori del protagonista e come altri testi scaturisce dalla tradizione narrativa orale di Pedro Lenz.
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