I primi teatri di macchine nella cultura del tardo Cinquecento

I primi teatri di macchine nella cultura del tardo Cinquecento

Pochi ricordano che proprio da "L'Idea del Theatro di Giulio Camillo", pubblicato postumo a Venezia nel 1550, nacque un genere letterario capace di contaminare molti saperi e tra questi molti saperi scientifici. Il Theatrum di Besson fu completato nel 1569 ed ebbe un grande successo di pubblico e di traduzioni. Dietro ai "Teatri", e soprattutto dietro ai Teatri di macchine si nascondono forti ideologie di una cultura che solo più tardi, a partire dalle considerazioni di Francis Bacon, assumerà un valore politico e quindi riuscirà ad entrare nelle stanze del potere. Nei Teatri di macchine non si parla né del modo con cui le "diverse et artificiose machine" si costruiscono né di come funzionano. Invece nei disegni, che così sontuosamente illustrano le ruote e le macine, gli argani e le pompe idrauliche, sta il tripudio della tecnica, perché le macchine stanno davvero cambiando il mondo del Rinascimento. Quali complessi intrecci si determinino tra le molteplici facce di una società dove le innovazioni delle scienze e delle tecniche si possono leggere anche a diversi livelli, è la tesi che questo saggio affronta con lucidità e coraggio.
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