Tempo e durata. Il luogo del presente in Aristotele e Bergson

Tempo e durata. Il luogo del presente in Aristotele e Bergson

Il tempo si dice in Bergson durata. Questo dire allude al cambiamento come incessante creazione di novità. Ma, nel contempo, Bergson indica nella "durata" una sorta di permanenza del tempo: qualcosa di assolutamente semplice e unitario. Unità che, nondimeno, non si lascia dire dal linguaggio della definizione e delle categorie, perché il tempo come durata è quella "cosa stessa" che è sempre fuori di sé, in una pura eterogeneità rispetto al suo esser presente. Queste riflessioni bergsoniane sul tempo mettono di fatto in questione l'intera tradizione del pensiero occidentale, con le sue fondamentali opposizioni tra forma e contenuto, universale e individuale, esistenziale e ideale, essere e divenire. Il lavoro di Fasolo, incentrato sulla geniale rilettura bergsoniana del tempo in Aristotele, è così anche una straordinaria meditazione sui destini della filosofia e sulla sua rivoluzione novecentesca.
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