1968

1968

"... Questo indaffararsi a riplasmare il mondo è una tendenza prometeica, che oppone la libertà come ribellione alla rassegnazione fiduciosa. Liberazione diviene così la parola d'ordine dei movimenti beat, hippy, e di tutto il sessantotto: liberazione dai tabù sessuali, dalla religione, dalla natura, dal pensiero? Sono molto chiari, al riguardo, gli slogans dell'epoca. Ne ricorda alcuni un protagonista come Aldo Ricci, scrittore e fotografo che studiò a Trento: 'Né maestro né Dio, Dio sono io'; 'Il sesso è tuo, liberalo'; 'Lotta dura contro natura'; 'Fate saltare le menti meccaniche con l'acido santo'; 'Vitamine al vostro cervello: Lsd'; 'Freedom for Satana'; "Inventate nuove perversioni'... Di cosa sono espressione questi pensieri, liberi perché slegati, sradicati, e cioè pazzi ('a pensar senza imbarazzi/chi più liberi dei pazzi?'), se non di una fortissima incapacità di stare nella realtà, nella natura, in ciò che ci è dato? Di cosa, se non di una mancanza di libertà, che esplode in tutte le direzioni, perfino contro se stessi, con l'esaltazione del suicidio e della droga?..." (Gli autori)
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