Ennio Morricone: un ritratto

Ennio Morricone: un ritratto

Aver perduto Ennio Morricone significa aver perso uno dei titani della storia della musica, italiana e mondiale. Lasciandoci, il Maestro ha portato via con sé una sensibilità di cui era davvero uno degli ultimi autentici depositari. Nato musicalmente nella classe di Goffredo Petrassi, Morricone esplorò ampliamente i linguaggi dell'avanguardia musicale, visitando persino Darmstadt e incontrando i post-weberniani e l'alea di John Cage. Questi i motivi alla base della sua insanabile ricerca e sperimentazione musicale, che si coniugano con le esigenze della musica applicata e della musica popolare, che sono i mondi sonori che l'hanno definito presso il grande pubblico: una miscela, probabilmente, irripetuta. L'incontro col pubblico e l'urgenza comunicativa erano quindi al centro della sua attività compositiva, ma questo non lo ha mai costretto a rinunciare a un continuo percorso di esplorazione che, in fondo, non mirava ad altro se non all'essenza stessa della musica, al suo significato: sarà per questa continua tensione alla musica assoluta che le sue colonne sonore sono state capaci di valicare il grande schermo, diventando in fondo la colonna sonora della vita di chiunque abbia amato la sua musica.
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