Fiori che si aprono di notte

Fiori che si aprono di notte

Cosa accade quando due giovani, cresciuti come cugini in un ambiente isolato e violento, scoprono di non esserlo davvero? Che cosa saremmo disposti a fare se avessimo il potere di riportare in vita una persona scomparsa? E se una notte, dal cielo, piovessero uova nere da cui escono creature misteriose apparentemente indistruttibili? E, infine, quanto può essere sottile il confine tra gioco e violenza, quando l’altro è abbastanza piccolo da stare nel palmo di una mano? In queste quattro storie – ognuna un romanzo in miniatura – Tomás Downey ci trascina in universi sospesi tra il reale e l’impossibile, mettendo sempre al centro l’essere umano nella sua fragilità più luminosa e innescando nel quotidiano un codice segreto e dimenticato, ancora in grado di generare un senso di straniamento. In questo mondo fluttuante ogni possibile domanda resta aperta ed è in tale opacità, in quella luce che filtra dall’ombra, che risiede lo splendore di ogni racconto, come un fiore la cui bellezza sboccia quando nessuno può vederla. Con uno stile cinematografico e una scrittura capace di fondere la fantascienza con la malinconia, Fiori che si aprono di notte ci invita a esplorare possibili futuri, ma anche nuovi modi di guardare al presente.
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