Silenzio criminale

Silenzio criminale

Raccontare di mafia o di camorra e 'ndrangheta in un romanzo non è semplice. Entrare negli intricati marchingegni di chi si muove e vive nel mondo sommerso della vita sociale significa affrontare temi cruciali, studiare i metodi criminali e i costumi arroganti delle organizzazioni che operano ai margini della società. Maria Bruno ci è riuscita perché, con delicatezza e col massimo della penetrazione psicologica, ha saputo caratterizzare sia la vicenda narrata sia i personaggi. Don Antimo è il protagonista chiave di "Silenzio criminale". Tra brevi apparizioni e parole misurate, fa respirare aria di predominio e tiene sotto scacco tutti gli abitanti di Campodemori, un quartiere degradato alla periferia di una grande città partenopea. Lui estende il suo potere assoluto su tutto e su tutti, illude e violenta, minaccia e lusinga, ma è anche il dio adorato e imitato, perché dà lavoro ai giovani e ai suoi luogotenti, anche se quel lavoro si chiama droga e prostituzione, mentre la facciata è altro. Accanto a una figura così emblematica, c'è Greta, sua seguace ed emula in affari oltre che "terribile" amante... e ci sono anche Antonio e Nicole, rispettivamente figlio e nipotina.
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