Mute parole e ingannevoli delizie

Mute parole e ingannevoli delizie

In "Mute parole e ingannevoli delizie" l'ossimoro che dà il nome al titolo si riproduce nella raccolta fino a svelarsi e, insieme, a celarsi ancora più lucidamente. L'autore disegna un percorso che parte dai suoi tempi-spazi-luoghi reali e interiori per interrogarsi sull'esistenza e sul perché delle cose. Delicate ma ancorate alla realtà, intimiste ma allo stesso tempo carnali, le poesie di Gennaro Oriolo ci accompagnano tra le suggestioni del ricordo, in un intreccio di passioni fatte di parole mute e riflessioni sulle ingannevoli delizie della vita e del mondo. La raccolta poetica, dopo una poesia introduttiva, "Natività", è divisa in sei sezioni e in ognuna di esse emerge un motivo dominante: i battibecchi poetici sul presente con altri autori nella prima; "Le donne d(n)el mito" nella seconda; i ricordi e le riflessioni esistenziali nella terza e nella quarta, intitolate rispettivamente "Mute parole e ingannevoli delizie"; le considerazioni sul rapporto vita-morte, attraverso il pegno d'addio a un caro amico defunto, nella quinta sezione. La raccolta si chiude con una serie di poesie brevi dai toni giocosi o ironici presenti nella sesta sezione.
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