Il viaggio a Arzrum

Il viaggio a Arzrum

Il Caucaso fu l'ostacolo maggiore all'espansione imperiale della Russia, ma fu anche un luogo significativo per la sua storia culturale. Il fatto che la sua ardua conquista avvenisse in epoca romantica fece di questa regione il primo e principale Oriente russo. La sua presenza nell'immaginario russo, soprattutto letterario, è vastissima. L'opera di Aleksandr Puskin (1799-1837), centrale nella cultura russa, ha un'importanza fondamentale anche in questo ambito. Il "Viaggio a Arzrum" (1835) ha impostato nei confronti di questa regione un rapporto disincantato e realista, svincolato dagli stereotipi orientalisti. Qui il poeta ha fissato gli straordinari paesaggi del Caucaso e i caratteri salienti di alcuni dei suoi molti popoli: circassi, osseti, georgiani, armeni, tatari (gli odierni azeri) e turchi. E questo in un momento decisivo della sua storia millenaria, quando la Russia affermava il suo dominio in sostituzione di quello secolare di ottomani e persiani. Il "Viaggio a Arzrum", qui presentato in una nuova traduzione, costituisce un'opera di fondamentale importanza nel rapporto della cultura russa con l'Asia e i suoi molteplici Orienti.
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