Letture dell'informe. Rosalind Krauss e Georges Didi-Huberman

Letture dell'informe. Rosalind Krauss e Georges Didi-Huberman

Da poco più di trentacinque anni la nozione di informe, così com'è stata proposta da Georges Bataille - nella voce ad essa dedicata nel Dictionnaire critique della rivista "Documents" nel 1929 - si è fatta strada nei testi di teoria, critica e storia dell'arte. L'informe è per Bataille ciò che non è riducibile a forma, "come uno sputo, un ragno, un lombrico"; serve non a costruire, ma a "declassare", individuando una zona dove gli aspetti pulsionali operano senza spinte sublimatorie, nella loro materialità bruta e nella loro bassezza. Nell'accezione batailleana l'informe non designa essenze, ma processi, è un termine che ha più una funzione che un significato. Nelle mani di Rosalind Krauss e Georges Didi-Huberman - entrati in conflitto a metà degli anni Novanta su importanti questioni relative all'interpretazione dell'informe - esso diviene uno strumento critico utile a reinterpretare la storia dell'arte del XX secolo nonché a riflettere sull'esperienza delle immagini.
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