La gratuità. Piacevole agli altri, ma senza un perché e senza scopo

La gratuità. Piacevole agli altri, ma senza un perché e senza scopo

Che cos'è la gratuità? Quando utilizziamo questa parola abbiamo chiarezza sul suo significato più profondo e autentico? Siamo cosi certi di saper identificare il concetto e l'esperienza della gratuità? Che cosa aggiunge l'aggettivo "gratuito" alla realtà di qualcosa che ci sta dinanzi? Che cosa significano espressioni come: una bellezza gratuita, un amore gratuito, un dono gratuito, un rapporto gratuito, un sentire gratuito...? In generale si identifica la gratuita con il dono, e tuttavia fra l'una e l'altro vi è una differenza fondamentale sì da non rendere possibile la loro identificazione. Ma cosa accomuna le diverse possibilità di vivere la gratuita? Qual è la porta che ci apre ad essa, aprendoci nello stesso momento alla vera libertà? E la capacita da parte dell'uomo di andare al di là del proprio piccolo io ego-centrico, utilitarista, calcolatore, separato dalle cose per meglio poterle avere e dominare: solo abbandonando la presa sul proprio ego, dimenticandolo, l'uomo può finalmente vedere e godere, qui e ora, tutta l'offerta che il mondo fa di sé, senza le limitazioni di un io che volendo sempre trattenere per se non lascia posto al sopraggiungere di quell'offerta. Quando l'uomo raggiunge questa condizione sperimenta la libertà autentica.
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