Perché abolire il carcere. Le ragioni di «No Prison»

Perché abolire il carcere. Le ragioni di «No Prison»

La povertà, per chi è ristretto nelle carceri italiane, è l'elemento caratterizzante della distanza che li separa dal resto della società, del disinteresse o peggio odio nei loro confronti da parte dei liberi che non hanno nessuna voglia di approfondire la questione. La prigione umilia, annulla, stigmatizza e impone il dolore, la sofferenza, è crudeltà, crea la mancanza di responsabilità verso il proprio comportamento e aumenta la pericolosità di tutti coloro che vi transitano, che diventano a loro volta moltiplicatori irreversibili e potenziali della violenza ricevuta. Continuare a sostenere il sistema carcerario significa in fondo autorizzare la pratica della vendetta di Stato e della sua violenza, con l'imposizione del dolore e della sofferenza ai ristretti. Non vi è alcun motivo di credere che lo spettro della prigione ridurrà la criminalità, è pertanto assurdo ritardare la ricerca di soluzioni di non carcere.
Disponibile in 5 giorni lavorativi Ordina libro

Dettagli Libro

Libri che ti potrebbero interessare

Io amo il jazz
Io amo il jazz

Lucia Innocenti
Presagio d'infinito
Presagio d'infinito

Sanfilippo Flavia
Rinominare la vita
Rinominare la vita

Simonetta Conti
Vuoti a perdere
Vuoti a perdere

Paccini Pervinca
Il destino, forse
Il destino, forse

Damiani Gabriele
Lucertola d'autunno
Lucertola d'autunno

Petrovich Fiamma
Il mai
Il mai

Casalino Annalisa
Clima
Clima

Nick Schiavon
Percorsi nell'ignoto
Percorsi nell'ignoto

Fienco Giovanni
El paso
El paso

Mandelli Emanuele
Gemme di corallo
Gemme di corallo

Lascialandà Marisa
Manuale di grafologia. L'interpretazione della scrittura
Manuale di grafologia. L'interpretazione...

Stefania De Matola, Laura Pacelli