BarcAccia

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Fino a tutto il 1970 i Bar sono stati un grande contenitore. A differenza dai giorni d'oggi dove tutto è frutto di una folle frenesia, di un compulsivo mordi e fuggi: la forza, l'ardore, la passione, l'invasamento, il fanatismo, il sarcasmo ma anche l'abbattimento e lo sconforto; tutto quanto quel patrimonio morale in quei luoghi chiassosi e colmi di fumo, si raggruppava. Nei Bar le varie caratteristiche dell'animo umano, in qualche modo trovavano comprensione e indulgenza. Una sorta di magica condivisione. I giovani con vero interesse prestavano attenzione ai discorsi dei più vecchi, che quando uscivano dall'autoincensarsi per avventure assolutamente improbabili, e parlavano seriamente di questioni reali, li ascoltavano. Raccattando tutto quello che di buono potevano dispensare, i Bar diventavano una eccezionale scuola di vita. La morte di Don Andrea spinge Fabio a tornare indietro nel tempo e abbattere gli argini di un fiume di ricordi e di emozioni. Ogni volta che ci tornavi qualcosa succedeva. Succedeva qualcosa e di conseguenza ti veniva voglia. Allora ci ritornavi. Nulla all'infuori del Bar Caccia è rimasto com'era.
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