L'ultimo messia

L'ultimo messia

Dall’estremo nord dell’Europa nel 1933 si rinnovò l’invito socratico a porre sé stessi quale oggetto di conoscenza, chiave di volta di tutto ciò che è pensiero sul mondo. L’invito, a opera di Peter Wessel Zapffe, raggiunse una radicalità impensata per il pur sempre ottimistico pensiero occidentale: la conoscenza di sé ha come conseguenza l’autoestinzione dell’umanità. Se gli esseri umani si conoscessero per quello che sono, cesserebbero di alimentare la Storia e lascerebbero campo libero alla Natura. Questo il messaggio del Messia di Zapffe, messaggio per lo più inascoltato e inascoltabile. Inascoltato a causa dei meccanismi di difesa che sostanziano l’essere umano e, probabilmente, lo rendono ciò che è: isolamento, attaccamento, diversione e sublimazione. Inascoltabile a causa del pregiudizio in favore dell’esistenza, che è sempre un’ipoteca sul futuro e, filosoficamente parlando, un furto.
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