Le immagini infestate. Ecologie tossiche della fotografia

Le immagini infestate. Ecologie tossiche della fotografia

La fotografia è una rovina lucente. Una macchina che imprime, consuma e lascia dietro di sé solo resti. Senza lavoro coatto, senza violenza geologica del capitalismo, senza la volontà tassonomica e mappatrice del positivismo, poi sfociata nelle conquiste coloniali, nessuna luce sarebbe mai stata impressa su carta. Questo libro indaga i rapporti di potere insiti nel mezzo fotografico dalla sua nascita analogica sino all’invenzione sintografica, passando per la sua dissoluzione digitale. L’escamotage letterario, da cui parte il racconto, è il ritrovamento di muffe su fotografie analogiche. Le muffe riportano alla luce la materialità della “cosa”, che è il solo modo per opporre resistenza alla sostanza consumistica e capitalistica della fotografia e salvare la perdita di memoria insita nella proliferazione e dissoluzione digitale delle immagini.
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