Il gioco come simbolo del mondo. E altri scritti di antropologia e cosmologia (1957-1973)

Il gioco come simbolo del mondo. E altri scritti di antropologia e cosmologia (1957-1973)

Fink interpreta il gioco come un rapporto che si stabilisce, a molteplici livelli, fra il mondo e l’esistenza umana. Attraverso una ripresa di alcune intuizioni centrali di Eraclito e di Nietzsche, egli studia la relazione simbolica fra il gioco umano e il gioco cosmico (un gioco “senza giocatore”), seguendo gli aspetti di questa relazione nel mito e nel-la magia, nel culto e nella scena artistica. Il volume comprende i testi con cui Fink, a partire dalla metà degli anni Cinquanta, fonda il suo pensiero onto-cosmologico. Esso include, oltre a Il gioco come simbolo del mondo (1960), un testo del 1957 in-titolato Oasi di felicità, nel quale vengono disegnati i contorni di quella “ontologia del gioco” che sarà di lì a poco alla base dell’o-pera maggiore. Entrambi gli scritti sono arricchiti dai testi di un articolo su Gioco e celebrazione, di varie conferenze, anche radiofoniche, e da altri appunti sul tema del gioco, interpretato nei suoi riflessi di ordine estetico, pedagogico e filosofico.
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