Occidente: tra universalismo e superbia

Occidente: tra universalismo e superbia

Occidente: tra universalismo e superbia, di Gianfranco Meazza, offre un’analisi approfondita e critica della storia concettuale dell’Occidente. Attraverso una lente rigorosa e stimolante, l’autore riesce a tessere una narrazione storica di ampio respiro, tracciando con encomiabile chiarezza quel “filo rosso” che lega le diverse manifestazioni di questa ideologia, dalle antiche radici fino alla sua forma secolarizzata contemporanea. Il punto di partenza dell’analisi è solidissimo: l’eredità greca, dove l’universalismo si incarna nel concetto di lógos come misura razionale del vero e nella pólis come espressione politica ideale. Il saggio prosegue con l’estensione giuridico-amministrativa operata dall’Impero Romano e la rivoluzione cristiana, che introduce una dimensione spirituale profonda, riplasmando l’universalismo in una promessa di salvezza eterna. Con l’avvento della modernità, l’universalismo si riformula passando da una missione religiosa a una civilizzatrice, tecnica e culturale, assumendo un carattere “razionale” e scientifico. La grande forza metodologica del saggio risiede proprio nella sua capacità di mantenere la coesione concettuale pur analizzando la variabilità storica del contenuto. L’analisi non si limita a elencare le manifestazioni storiche, svelandone inoltre la comune pretesa egemonica, rendendo l’universalismo un substrato profondo e non negoziabile del pensiero occidentale.
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